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ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA
GRUPPO "MASSIMILIANO DANESI"
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Classificarli

La Classificazione dei Funghi

La classificazione dei funghi segue la sistematica, cioè quel ramo della micologia che si occupa dell’ordinamento delle specie fungine conosciute, sulla base dei loro molteplici caratteri. La sistematica prevede una organizzazione a livelli gerarchici, detti anche ranghi; questa può essere schematizzata come una piramide il cui vertice coincide con il regno dei Funghi e dove i diversi piani sottostanti rappresentano i ranghi che comprendono un numero sempre maggiore di elementi spostandoci verso il basso, con alla base le specie fungine.

La sistematica seguita, in termini di tipo e numero di livelli e legami tra gli stessi, può essere diversa a seconda della preferenza degli autori, oltre a cambiare nel tempo sulla base delle nuove conoscenze acquisite, quindi ciò che segue in questa breve ed introduttiva descrizione non può considerarsi né universale né esaustivo, ma solo un esempio per far comprendere meglio l’argomento ai meno esperti.

Per quanto appena detto, pensiamo ad una semplice organizzazione in 7 ranghi (livelli) come mostrato nella figura sottostante, che sono: Regno, Divisione, Classe, Ordine, Famiglia, Genere, Specie.

Schema classificazione

Ogni elemento di un livello può comprendere uno o più elementi del livello sottostante e così via. Per dare un’idea della vastità del regno dei funghi, allo stato attuale delle conoscenze, secondo quanto riportato in KIRK ET AL. (2001), sono note circa 65000 specie diverse (secondo altre fonti più di 100000), organizzate in oltre 5000 generi, circa 400 famiglie, più di 100 ordini, 16 classi e 4 divisioni.

In ogni scheda descrittiva riportata nel presente sito, viene indicato anche l’inquadramento sistematico della corrispondente specie fungina seguendo quanto riportato in Index Fungorum, omettendo ovviamente il regno, che è sottointeso, nonché genere e specie che costituiscono il titolo della scheda stessa; per fare un esempio, il noto porcino, Boletus edulis, viene inquadrato come segue:

REGNO: Fungi
DIVISIONE: Basidiomycota
SOTTODIVISIONE: Agaricomycotina
CLASSE: Agaricomycetes
SOTTOCLASSE: Agaricomycetidae
ORDINE: Boletales
FAMIGLIA: Boletaceae
GENERE: Boletus
SPECIE: edulis

I nomi dei singoli elementi di ogni rango sono detti epiteti; nell’esempio proposto, edulis è l’epiteto di Specie, Boletus è l’epiteto di Genere e così via. Tutti gli epiteti devono essere scritti in corsivo e con l'iniziale maiuscola, tranne l'epiteto di specie che è scritto in corsivo, ma con l'iniziale minuscola.

Il suffisso dell’epiteto indica univocamente il rango di appartenenza secondo la seguente regola:

DIVISIONE: -mycota
SOTTODIVISIONE: -mycotina
CLASSE: -mycetes
SOTTOCLASSE: -mycetidae
ORDINE: -ales
FAMIGLIA: -aceae

Per fare qualche esempio, Tricholomataceae, Hydnaceae e Pyronemataceae sono famiglie; Agaricales, Helotiales e Thelephorales sono ordini; Urediniomycetes e Saccharomycetes sono classi; Basidiomycota e Ascomycota sono divisioni.

Possiamo citare ulteriori tre ranghi che si trovano a livello inferiore rispetto al rango di Specie (i cui epiteti sono ancora scritti con la lettera minuscola) e detti per questo ranghi infraspecifici; questi sono SOTTOSPECIE, VARIETÀ e FORMA che, nello schema piramidale proposto, costituiscono ulteriori tre piani alla base. Mentre il rango di SOTTOSPECIE è poco frequente, sono abbastanza utilizzati VARIETÀ, abbreviato con "var." (vedere ad esempio Amanita muscaria var. formosa), e FORMA, abbreviato con "f." (vedere ad esempio Caloscypha fulgens f. caesioalba).

Ad un primo sguardo, l’inquadramento sistematico da un’idea della “parentela”, intesa come affinità di caratteri, tra due o più specie diverse. Ad esempio, Russula aurea e Lactarius deliciosus appartengono alla stessa famiglia Russulaceae, mentre Amanita caesarea e Macrolepiota procera appartengono a due famiglie distinte, rispettivamente Amanitaceae e Agaricaceae, ma allo stesso ordine Agaricales; possiamo quindi affermare che, con questa sistematica, Russula aureaLactarius deliciosus sono tra loro più simili di quanto non lo siano Amanita caesarea e Macrolepiota procera. Suillus granulatusSpathularia flavida, invece, appartenendo a due diverse divisioni, rispettivamente Basidiomycota e Ascomycota, hanno in comune solo il fatto di appartenere al regno dei Funghi.

Per approfondire leggermente la classificazione dei funghi, riportiamo di seguito una piccola parte di una possibile sistematica fungina in modo da introdurre alcuni fondamentali concetti di micologia:

Esempio di sistematica

L’esempio mostrato in figura riporta una sistematica basata su caratteri fungini morfologici e quindi di più facile comprensione anche da parte dei meno esperti; per questo motivo è stata scelta per questa breve introduzione anche se, ultimamente, tale sistematica risulta abbandonata dalla maggior parte degli esperti a favore di classificazioni più complesse e molto meno intuitive, per lo più basate su caratteri e affinità biologico-molecolari.

In particolare per il regno dei funghi (nome scientifico Fungi), sono previste quattro divisioni, Zigomycota, Basidiomycota, Ascomycota e Chytridiomycota; tutte le specie fungine che interessano alla maggior parte degli appassionati di micologia appartengono alle divisioni Basidiomycota e Ascomycota e vengono spesso definite funghi propri o funghi superiori, per distinguerli dai funghi impropri o funghi inferiori appartenenti alle altre due divisioni. Basidiomycota e Ascomycota sono tra loro ben differenziabili microscopicamente come segue.

Basidiomycota: appartengono a questa divisione tutte quelle specie le cui spore vengono formate e maturano all’esterno di una cellula detta basidio. Tale elemento, generalmente di forma clavata e facente parte dell’imenio del fungo, presenta ad una estremità delle strette appendici dette sterigmi sulle quali sono generate e trattenute le spore; quando queste sono giunte alla dovuta maturazione, gli sterigmi si rompono e le spore vengono rilasciate nell’ambiente. Il numero di spore per basidio è variabile da specie a specie e, a volte, anche all’interno della stessa specie, ma nella maggior parte dei casi è quattro, per cui si parla di basidi tetrasporici; più raramente possiamo osservare basidi trisporici, bisporici o monosporici. I basidioli sono basidi ancora immaturi, tali da non presentare ancora sterigmi.

Basidio Tetrasporico (Octavianina asterosperma)Foto 1: Basidio tetrasporico di Octavianina asterosperma

Basidio bisporico (Wakefieldia macrospora)Foto 2: Basidio bisporico di Wakefieldia macrospora

Basidi bisporici (Melanogaster variegatus) Foto 3: Basidi bisporici di Melanogaster variegatus

Come riportato in figura, la divisione Basidiomycota può essere suddivisa in 3 classi, tra cui quella che più ci interessa è la classe dei Basidiomycetes alla quale appartengono oltre 20000 specie; sono Basidiomycetes la maggior parte dei funghi macroscopici, tutti quelli nei quali osserviamo un imenoforo costituito da lamelle (generi Russula, Lactarius, Agaricus, Tricholoma, Amanita, ecc…), aculei (generi Hydnum, Sarcodon, Phellodon, ecc…), pori (generi Boletus, Suillus, Leccinum, Polyporus, ecc…), oltre ad una parte consistente delle specie con imenoforo liscio o a pieghe (generi Stereum, Ramaria, Cantharellus, ecc…) e di quelle con imenoforo racchiuso all’interno, cioè non esposto all’aria fino a che non maturano le spore (generi Lycoperdon, Calvatia, Phallus, ecc…).

Ascomycota: appartengono a questa divisione tutte quelle specie le cui spore vengono formate e maturano all’interno di una cellula detta asco. Tale elemento, generalmente di forma cilindrica o subglobosa e facente parte dell’imenio del fungo, protegge le spore fino alla loro giusta maturazione per poi rompersi in modo da favorirne l’espulsione e la dispersione nell’ambiente. Il numero di spore per asco è molto variabile da specie a specie, da 1 (aschi monosporici) ad 8 (aschi ottosporici) che è il caso più frequente, raramente oltre. Come riportato in figura, la divisione Ascomycota può essere suddivisa in 6 classi, tra cui quella che più ci interessa è la classe degli Ascomycetes alla quale appartengono oltre 30000 specie, molte delle quali microscopiche; tra le specie macroscopiche, sono Ascomycetes quelle appartenenti a i generi Morchella, Helvella, Peziza, Tuber, ecc…

Aschi blobosi ottosporici (Tuber panniferum)Foto 1: Aschi blobosi ottosporici di Tuber panniferum

Asco globoso trisporico (Picoa carthusiana)Foto 2: Asco globoso trisporico di Picoa carthusiana

Asco cilindraceo con spore uniseriate (Genea fragrans) Foto 3: Asco cilindraceo con spore uniseriate di Genea fragrans

 

 

Approfondimenti

Per approfondire l’argomento si segnalano i seguenti testi:
- KIRK P.M., P.F. CANNON, J.C. DAVID & J.A. STALPERS, 2001: Dictionary of the Fungi. 9th Edition, CABI Publishing – UK.
- AGMT, 2013: Io sto con i Funghi. 2° Edizione. Edit. La Pieve Poligrafica, Villa Verrucchio (RN) – I.

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